La nutrizione fogliare, ancora più che la fertirrigazione, richiede prodotti specifici, in grado di apportare nutrienti secondo specifici rapporti in forme assimilabili dall’apparato fogliare.
Agroleaf® Power è una gamma di prodotti idrosolubili ad altissima tecnologia per una nutrizione fogliare efficiente con effetti visibili già dal giorno seguente.
La gamma nasce per soddisfare esigenze specifiche in modo veloce ed efficace apportando nutrienti altamente assimilabili e stimolando i processi fisiologici della pianta.
I diversi formulati a base di NPK sono caratterizzati dalla presenza delle tecnologie ICL esclusive DPI e M-77 che potenziano l’attività dei formulati grazie alla presenza di microelementi chelati EDTA e DTPA in elevata concentrazione, vitamine, microelementi secondari quali silicio e cobalto, componenti ad azione stimolante come il chitosano e sostanze in grado di potenziare la fotosintesi.
Tutti i prodotti della linea Agroleaf® Power si caratterizzano per un bassissimo indice salino e ottima miscibilità con la maggior parte degli agrofarmaci presenti in commercio.
Grazie alle tecnologie DPI e M-77 l’assorbimento avviene in tempi molto brevi e già dopo 1 ora dal trattamento le piogge non rappresentano più un problema.



Specifico pacchetto di microelementi chelati ad elevata concentrazione, studiato ad hoc per ogni formulato e studiati in base al target agronomico.
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Potenzia l’attività fotosintetica della pianta e rendi i microelementi apportati disponibili fino a due settimane dopo l’applicazione.
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Si è diffuso in molte altre parti del mondo, dal bacino del mediterraneo all’America e al Sudafrica. In Italia ha trovato una zona d’elezione nelle regioni meridionali, per il clima mite e per il tipo di terreno. La principale regione produttrice è la Sicilia.
Il carciofo è una pianta che ha origine nel bacino del Mediterraneo. Più della metà della produzione mondiale avviene in Europa, di cui un terzo in Italia, primo produttore europeo dopo Spagna ed Egitto.
La Lattuga è una Composita annuale che presenta un "cespo" costituito da foglie a spatola o tondeggianti inserite in un breve fusto e serrate in modo da costituire un "grumolo" o "cappuccio" più o meno compatto.
Il nocciolo è una pianta piuttosto rustica, coltivata storicamente in Italia prevalentemente in Lazio, Piemonte e Campania. L’Italia si posiziona come secondo produttore a livello mondiale, dopo la Turchia, con la recente messa a dimora di nuovi impianti anche in altre regioni e territori.
L'olivo è una specie basitona, conosciuta per la sua rusticità e resistenza alle alte temperature, alla siccità e alla salinità del suolo.
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Di seguito trovi le domande più comuni che ci vengono rivolte dagli agricoltori!
La nutrizione fogliare rappresenta la strategia d’elezione per il superamento tempestivo di stress biotici e abiotici e per la correzione delle carenze minerali.
I principali benefici includono:
Ottimizzazione della traslocazione dei nutrienti: consente di superare i limiti della traslocazione radicale, particolarmente critica per elementi a bassa mobilità come il Calcio (Ca⁺⁺).
Tempestività di intervento: riduce drasticamente i tempi di assorbimento, supportando la coltura durante i picchi di fabbisogno plastico e le fasi di accrescimento rapido.
Efficienza e sostenibilità: la maggiore velocità di penetrazione permette di ridurre i dosaggi unitari per ettaro rispetto alla concimazione al suolo, massimizzando l’efficacia nutrizionale.
Sblocca i nutrienti bloccati nel suolo: garantisce la biodisponibilità di microelementi (Fe, Mn, Cu) che in suoli calcarei o alcalini tendono a precipitare, diventando insolubili per l’apparato radicale.
Resilienza e resa: previene le fisiopatie da carenza (es. clorosi) e mitiga gli effetti negativi di stress chimici (fitotossicità) o ambientali (siccità, eccessi termici), preservando i parametri qualitativi e quantitativi del raccolto.
Sinergia con l’apparato radicale: stimola indirettamente lo sviluppo di un sistema radicale più profondo e fascicolato, migliorando l’esplorazione del suolo e l’efficienza nell’uso dell’acqua.
La concimazione fogliare rappresenta una tecnica ad alta efficienza, ma la sua riuscita è strettamente legata all’ottimizzazione dei seguenti parametri agronomici:
Condizioni ambientali: intervenire durante le ore più fresche (mattino o post-tramonto) con temperature <20°C, vento <8 km/h e alta umidità relativa per massimizzare l’assorbimento ed evitare fitotossicità da accumulo salino. In caso di piogge intense post-trattamento, è necessario ripetere l’intervento o utilizzare coadiuvanti/adesivanti per prevenire il dilavamento.
Concentrazione della soluzione: è fondamentale operare con soluzioni molto diluite. Concentrazioni saline eccessive possono causare bruciature ai tessuti (foglie, gemme e fiori), compromettendo il potenziale produttivo della coltura.
Mobilità degli elementi: macronutrienti come N, P, K e S vantano un’elevata mobilità, a differenza dei microelementi (Zn, Fe, Mn) e dei cationi polivalenti (Ca++). L’aggiunta di biostimolanti a base di amminoacidi è raccomandata per agire come complessanti e vettori, accelerando la traslocazione sistemica.
Gestione del pH: l’efficienza di assorbimento è massima con un pH della soluzione compreso tra 4.5 e 6. È opportuno acidificare l’acqua prima della miscelazione o prediligere formulati fogliari con reazione sub-acida già integrata.
Stato Fisiologico e fenologia: i tessuti giovani e le piante in stato di carenza mostrano tassi di assorbimento superiori. La massima efficienza si riscontra nelle fasi di intensa attività cellulare, come lo sviluppo dei frutti, rispetto a fasi più statiche come la piena fioritura.
Le concimazioni fogliari vanno eseguite nelle ore fresche della giornata (mattina presto oppure dopo il tramonto), perché l’umidità relativa dell’ambiente è maggiore e di conseguenza si favorisce un maggior assorbimento degli elementi nutritivi.
La maggior parte delle fisiopatie causate da carenze nutrizionali e dagli stress abiotici e fisiologici possono essere combattute con la tecnica della concimazione fogliare (su foglie e su legno).
Le condizioni che giustificano l’adozione della tecnica della concimazione fogliare sono riconducibili a:
Si fa spruzzando il concime diluito in acqua sulle foglie, preferibilmente al mattino presto o al tramonto per evitare il sole forte, coprendo bene la parte inferiore delle foglie dove si trovano gli stomi, e rispettando dosaggio e frequenza indicati sull’etichetta per integrare rapidamente le carenze nutritive.
È meglio concimare prima o dopo la pioggia? Idealmente, consigliamo di applicare del fertilizzante al prato dopo la pioggia. Tuttavia, dovresti aspettare che le foglie dell’erba si asciughino e che le pozzanghere sul prato sprofondino nel terreno.
Già entro 2-4 ore dall’applicazione la pianta inizia ad assorbire i nutrienti, con un effetto visibile in breve tempo.
Inoltre, i concimi fogliari ICL hanno mostrato effetti prolungati e duraturi, anche fino a 2 settimane dopo l’applicazione.