Come eliminare il Trifoglio bianco dal prato: tecniche di controllo e diserbo selettivo

Il Trifolium repens o Trifoglio bianco bianco è una delle più ostinate infestanti dicotiledoni foglia larga che crea danni al prato, compromettendone l’uniformità visiva

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    Tra le varie malerbe infestati dicotiledoni a foglia larga che si diffondono aggressivamente nei prati di macroterme o di microterme, il Trifoglio bianco regna particolarmente bene in quelli poco concimati e tagliati con i robot. Forma delle chiazze che riducono l’uniformità estetica del prato di graminacee. Quando arriva a colonizza un prato, ha altri effetti collaterali negativi:

    • non tollerando il calpestio, sui prati molto utilizzati lascia chiazze di erba morta o avvizzita, che recuperano molto lentamente
    • durante l’inverno si secca, lasciando zone scoperte che la primavera successiva possono essere invase dalle malerbe come il Pabbio

     

    Cos’è il Trifoglio bianco o Trifolium repens

    Le specie del genere Trifolium sono piccole piante erbacee della famiglia delle Fabaceae, note per le foglie solitamente divise in tre foglioline. Crescono come annuali, biennali o perenni, generalmente vicino al terreno e producono piccoli fiori densi e rotondi di colore bianco, rosa o rosso.

    Tra di esse il Trifolium repens o Trifoglio bianco è una delle dicotiledoni infestanti a foglia larga del prato più difficile da combattere. È una pianta perenne molto aggressiva che crea problemi sia nei prati sia residenziali che sportivi. Grazie ai suoi stoloni si diffonde rapidamente, formando chiazze dense e uniformi. Questa specie fissa da sola l’azoto nel terreno tramite batteri del genere Rhizobium.

     

    L’impatto del Trifoglio bianco infestante sulla qualità del prato

    Il Trifoglio bianco è una malerba molto fastidiosa perché forma chiazze dense nel prato che soffocano l’erba seminata. Questo avviene soprattutto dove la concimazione azotata è bassa. Si diffonde rapidamente tramite stoloni, producendo un prato disordinato e a macchie e compromettendo la sua uniformità estetica. Inoltre, la parte aerea del Trifoglio bianco scompare in inverno, lasciando zone nude, vulnerabili all’invasione di malerbe come il Pabbio. Se la manutenzione e le concimazioni sono saltuarie o l’intervento diserbante è tardivo, le chiazze diventano sempre più grandi, costringendo talvolta alla risemina almeno locale delle aree danneggiate o addirittura al rifacimento completo del prato.

     

    Come riconoscere il Trifoglio bianco nel prato

    Il Trifoglio bianco – Trifolium repens si riconosce dalle sue tre foglioline ovali. Spesso, vicino alla base ciascuna foglia presenta una macchia bianca a forma di V o di mezzaluna. È una  pianta che cresce prostrata e che si diffonde tramite fusti striscianti, gli stoloni, che radicano nei nodi. Foma chiazze dense e uniformi. Fiorisce in primavera e autunno, producendo piccoli capolini rotondi bianco-rosati.

    Nei prati di graminacee tagliati raramente, il Trifoglio bianco si riconosce facilmente dalle foglie e dai fiori. Nei prati tagliati frequentemente o con i robot, è invece la presenza di macchie formate da più piante a permetterne il riconoscimento. Il Trifoglio bianco accorcia gli internodi e si “nanizza” adattandosi  a crescere sotto l’altezza di taglio del robot.

     

    Come e quando eliminare il Trifoglio bianco: tecniche pre e post emergenza

    Gli erbicidi di pre-emergenza applicati in primavera aiutano a limitare l’infestazione perchè controllano l’emergenza dei semi per circa tre mesi dopo l’applicazione.

    Tuttavia, siccome il Trifoglio bianco è una specie perenne, l’uso degli erbicidi selettivi di post-emergenza è molto più efficace e semplice. I periodi ideali per trattare il Trifoglio bianco con un diserbante contro la foglia larga sono piena primavera (fine aprile-metà maggio) e inizio settembre -metà ottobre.

    Esistono vari principi attivi efficaci sul Trifoglio bianco, ma alcuni sono più performanti di altri (vedi paragrafo successivo). La precisione del trattamento è fondamentale per ottenere un controllo efficace: si consiglia di intervenire nelle ore fresche della giornata e di utilizzare un bagnante adesivante. È preferibile diserbare quando il Trifoglio bianco è ancora giovane, poiché le foglioline assorbono meglio il principio attivo.

     

     

    I diserbanti selettivi di ICL contro il Trifoglio bianco – Trifolium repens 

    Trattamento chimico pre-emergenza

    Il diserbante granulare di pre-emergenza Ready Germiplus a base di Pendimetalin, utilizzato principalmente per prevenire la germinazione della Setaria – Pabbio in primavera, si è dimostrato efficace, come effetto secondario, anche nel controllo della nascita dei semi di Trifoglio bianco e di molte altre dicotiledoni.

    Trattamento chimico post-emergenza

    I due diserbanti selettivi per prato molto efficaci contro il Trifoglio bianco di post-emergenza che propone ICL sono:

    • Dicotex  (2,4D, Dicamba, MCPA ed MCPP) – da usare solo su prati maturi
    • Overtake (Fluroxypyr e Florasulam) – utilizzabile su prati maturi e anche su prati di nuova semina, appena  l’erba si è accestita.

    Come eliminare il Trifoglio bianco in modo naturale senza diserbante

    • A parte l’eliminazione a mano, non esistono altri metodi colturali per rimuovere il Trifoglio bianco dal prato senza usare i prodotti chimici.
    • Gli erbicidi biologici non selettivi, come per esempio le soluzioni concentrate a base di acido acetico, seccano le foglie del Trifoglio bianco (che poi comunque riparte), ma danneggiano anche il prato e le piante circostanti.
    • Si può anche decidere di non diserbare il Trifoglio bianco. Se ben gestito, il Trifoglio bianco produce azoto, favorisce una maggiore resistenza alla siccità e si integra naturalmente con le altre specie dicotiledoni presenti. Tuttavia, questa scelta

     

    Quanto dura un prato di Trifoglio bianco

    Chi fa la scelta di non trattare il prato di graminacee contro il Trifoglio bianco e desidera invece una superficie inerbita a base di questa dicotiledone, deve tenere in considerazione che questa pianta è molto sensibile al calpestio frequente, secca in inverno e richiede costanti risemine.

     

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