Guida alla coltivazione
del Riso
In questa guida scoprirai le migliori tecniche professionali per la coltivazione del riso, le sue esigenze ambientali, i fabbisogni nutrizionali e i nostri consigli per una raccolta ottimale.
Il riso è seminato in primavera (tra aprile e maggio) e raccolto in tarda estate e autunno (tra fine settembre e fine ottobre).
Per crescere in modo ottimale, necessita di temperature comprese tra i 10° e i 33°C.
In primavera, temperature al di sotto della soglia minima tollerata possono compromettere le fasi iniziali della coltura.
L'acqua soddisfa le esigenze fisiologiche della coltura, e contribuisce alla sua termoregolazione.
La semina del riso può essere effettuata su terreno sommerso o asciutto. Prevale la semina in asciutto (70%), mentre la tecnica della sommersione mitiga gli effetti sfavorevoli delle escursioni termiche e limita la crescita delle piante infestanti

Risaia

Uno sguardo da vicino
In questa pagina:
- Introduzione
- Caratteristiche botaniche della pianta del riso
- Consigli generali per la coltivazione e cura del riso
- Consigli per l’irrigazione del riso
- Quando piantare il riso: il periodo migliore per la semina
- Concimazione del riso: strategie nutrizionali per ogni fase
- Malattie comuni del riso e come prevenirle
- Consigli per l’irrigazione del riso
- Soluzioni ICL per la coltivazione del riso
- Pratiche per la sostenibilità nella coltivazione del riso
Introduzione
Il riso (Oryza sativa) è uno dei cereali più importanti al mondo, alimento base per miliardi di persone e una coltura di fondamentale importanza economica per molte nazioni, inclusa l’Italia. La sua coltivazione, prevalentemente in ambienti acquatici, richiede competenze agronomiche specifiche e una gestione attenta per garantire elevate rese e qualità del chicco.
In questa guida approfondita, esploreremo le caratteristiche botaniche della pianta, le migliori pratiche colturali, le strategie di concimazione del riso, la gestione delle malattie e l’irrigazione, fornendo un supporto essenziale per ottimizzare la produttività della tua risaia.
Caratteristiche botaniche della pianta del riso
Il riso è una pianta appartenente alla specie Oryza sativa, una graminacea che fa parte della tribù delle Oryzeae. In Africa, si può trovare una specie separata chiamata Oryza glaberrima, ma la maggior parte del riso coltivato in tutto il mondo appartiene alla specie Oryza sativa.
Le forme coltivate di Oryza sativa possono essere suddivise in due sottospecie principali, secondo una classificazione consolidata: Oryza sativa subsp. indica e Oryza sativa subsp. japonica.
Il riso di tipo indica è noto per la sua sensibilità al fotoperiodo, essendo una pianta a giorni corti. Questo tipo di riso è adatto ai climi tropicali, cresce principalmente tra 0° e 25° di latitudine. Ha un ciclo di crescita più lungo ed è rustico, ma tende a piegarsi sotto il peso dei chicchi di riso. La granella è lunga, stretta, appiattita, resistente alla cottura e non tende ad incollarsi.
Il riso di tipo japonica è diffuso nelle regioni temperate ed è meno sensibile al fotoperiodo. Questo tipo di riso richiede meno calore rispetto al riso di tipo indica, ma ha esigenze nutrizionali più elevate. La paglia è corta e robusta, la produttività è elevata, ma la granella è corta, tozza e tende ad incollarsi durante la cottura.
Il sistema radicale del riso è composto da radici embrionali e radici avventizie. Queste ultime sono più vigorose delle prime e aiutano a sostenere la pianta.
Il culmo del riso ha internodi cavi e nodi pieni ed è simile allo sviluppo del frumento. Le foglie, di solito da 5 a 7 per culmo, sono costituite da una guaina e una lamina, che sono ruvide a causa della presenza di peli corti e duri. La ligula è lunga, e le auricole sono pelose.
L’infiorescenza è un panicolo terminale ramificato che porta spighette uniflore. Le glumelle sono molto più piccole delle glume e sono disposte in modo che racchiudano la cariosside come un astuccio.
I fiori del riso sono ermafroditi e hanno un gineceo uniovulare, uno stilo bifido e uno stigma piumoso, oltre a un androceo di sei stami.
Il frutto del riso è una cariosside sempre vestita, compressa ai lati e oblunga, con un pericarpo bianco o pigmentato. La fecondazione avviene principalmente attraverso l’autogamia.
Ci sono molte variazioni nelle caratteristiche del riso, tra cui l’altezza media, la dimensione del culmo, il portamento delle foglie, la dimensione dei panicoli, la forma e il portamento dei panicoli, le dimensioni delle spighette e delle cariossidi e la loro resa durante la lavorazione. La varietà del riso è notevole, con differenze significative nelle caratteristiche organolettiche. La taglia media delle piante è di circa 1-1,2 metri, ma questa altezza può variare a seconda delle selezioni effettuate.
Consigli generali per la coltivazione e cura del riso
Clima
Il riso è molto esigente in termini di temperatura e acqua. La sua peculiare caratteristica è la tolleranza alla saturazione idrica del terreno per cui, pur non essendo una pianta acquatica, è adatta a sommersione.
La temperatura ottimale per la germinazione è sui 12°C, mentre per la levata e la fioritura siamo intorno ai 23-25°C. Il riso è sensibile agli sbalzi termici, per cui le variazioni termiche giornaliere devono essere limitate. Il ciclo dalla semina alla maturazione è di 150-180 giorni.
Quanto all’acqua, il riso può essere coltivato senza irrigazione («upland rice») solo in regioni dove le precipitazioni mensili superano i 200 mm per almeno 3-4 mesi. In Italia, dove il clima è temperato e dove le precipitazioni sono spesso insufficienti, il riso è coltivato in terreno sommerso.

L’acqua non solo soddisfa le elevate esigenze idriche ma svolge anche un ruolo termoregolatore. Con la sommersione, un’escursione termica giornaliera di 10-15°C viene ridotta ad appena 3-4°C.
Terreno
Dal punto di vista del terreno, il riso si adatta a diverse tipologie di suolo: sabbioso, argilloso, basico o acido, ecc. purché umido.
Nella risicoltura sommersa, la limitazione principale sta nelle caratteristiche idrologiche del suolo: che deve essere sufficientemente impermeabile in modo da mantenere la lama d’acqua di ca. 0,3 m).
Il terreno deve essere modificato in modo da agevolare l’uniforme distribuzione dell’acqua e un rapido prosciugamento per poter compiere le «asciutte» necessarie per certe operazioni colturali.
È cruciale una lavorazione profonda per rompere la suola di aratura, seguita da un’accurata livellazione per garantire un’uniforme profondità dell’acqua su tutta la risaia.
Rotazione colturale
Per prevenire l’accumulo di patogeni e migliorare la fertilità del suolo, è consigliabile alternare il riso con altre colture come grano, mais o soia, o con pratiche di maggese.
Quando piantare il riso: il periodo migliore per la semina
Il periodo per la semina del riso è un fattore determinante per il successo della coltura e varia in base alla zona geografica, al clima stagionale e alla varietà scelta.
In Italia, nelle principali aree risicole (come Piemonte e Lombardia), la semina avviene generalmente tra la fine di aprile e la fine di maggio. Questo periodo è scelto per evitare le gelate tardive e assicurare temperature dell’acqua e dell’aria sufficientemente alte per la germinazione e l’emergenza.
La semina può essere effettuata con diverse tecniche:
- Semina in acqua (sommersa): Il seme viene distribuito direttamente in risaia già sommersa. Richiede una perfetta livellazione del terreno e una gestione accurata del livello dell’acqua.
- Semina su terreno asciutto (interrata): Il seme viene interrato con seminatrici di precisione, e la sommersione avviene in un secondo momento, dopo l’emergenza delle piantine. Questa tecnica offre maggiore flessibilità nella gestione delle infestanti e un minor rischio di deriva del seme.
Concimazione del riso: strategie nutrizionali per ogni fase
Una concimazione del riso mirata ed efficiente è fondamentale per sostenere l’elevato fabbisogno nutritivo di questa coltura e massimizzare la resa e la qualità del chicco.
- Azoto (N): È il nutriente più importante per il riso, cruciale per la crescita vegetativa, la formazione delle foglie e la produzione di biomassa. L’Azoto viene spesso frazionato in più applicazioni:
- Al trapianto/semina: Una quota iniziale per favorire l’emergenza e l’insediamento.
- In fase di accestimento: Per stimolare la formazione di nuovi culmi.
- In fase di differenziazione della pannocchia: Per supportare la formazione del granello.
- Attenzione: Eccessi di Azoto possono portare ad allettamento e maggiore suscettibilità alle malattie.
- Fosforo (P): Essenziale per lo sviluppo radicale, la resistenza agli stress e la formazione del chicco. Viene solitamente applicato in fase pre-semina o al trapianto.
- Potassio (K): Fondamentale per la qualità del chicco, la resistenza all’allettamento, la tolleranza agli stress e la gestione dell’acqua. Viene applicato in fase di pre-semina e/o in copertura.
- Silicio (Si): Anche se non sempre considerato un nutriente essenziale, il Silicio è di grande importanza per il riso, in quanto rinforza le pareti cellulari, migliorando la resistenza a malattie, insetti e allettamento.
La scelta del concime per riso e la sua applicazione devono basarsi su analisi del suolo accurate e sull’obiettivo produttivo. ICL offre formulati specifici che garantiscono una nutrizione equilibrata e un’ottimizzazione dell’assorbimento dei nutrienti.
Fabbisogni nutrizionali della pianta del riso

Una slide presentata al convegno che mostra l’applicazione dell’Awd nelle diverse fasi fenologiche del riso (Fonte: Ente Nazionale Risi)
Azoto
L’azoto svolge un ruolo fondamentale nella coltivazione del riso, influenzando la quantità e la qualità della produzione.
Nelle prime fasi vegetative, l’azoto viene assorbito lentamente. Dall’inizio della levata fino alla spigatura, la pianta accelera il ritmo di assorbimento. L’applicazione di azoto dovrebbe essere pianificata tenendo conto di questa dinamica specifica.
Il riso preferisce assorbire la forma ammoniacale (NH4+) di azoto rispetto a quella nitrica (NO3–). Nei terreni ben drenati, la forma predominante è il nitrato, mentre in terreni con tendenza all’anaerobiosi e basse temperature prevale la forma ammoniacale. L’assimilazione dei nitrati richiede maggiori sforzi energetici poiché devono essere convertiti prima di essere utilizzati dalla pianta.
Per l’apporto di concime azotato, è importante considerare il tipo di terreno. Nei terreni con una maggiore percentuale di argilla e con elevata capacità di scambio cationico (CSC), è possibile applicare gran parte del concime azotato prima della semina. In terreni più sciolti, è consigliabile applicare una quantità maggiore di azoto in copertura, in corrispondenza dello stadio di inizio della differenziazione della pannocchia, che coincide con l’inizio della levata della pianta.
Fosforo
Il fosforo svolge una serie di funzioni insostituibili, essendo un componente chiave delle lecitine e delle nucleoproteine, che hanno un ruolo fondamentale nella qualità della cariosside (il chicco di riso).
Nel terreno, il fosforo può essere presente sia in forme organiche che inorganiche. Le forme organiche costituiscono più della metà del fosforo totale nel suolo. Con la sommersione del terreno, la disponibilità di fosforo aumenta grazie a reazioni che riducono il fosfato ferrico in una forma più solubile, il fosfato ferroso, e a processi di idrolisi dei fosfati di ferro e alluminio.
Nei terreni di risaia, si possono identificare quattro condizioni principali in cui una forma di fosforo può predominare sulle altre:
- Terreni molto acidi, in cui prevalgono i fosfati di ferro.
- Terreni a reazione neutra o subacida, in cui sono comuni i fosfati di ferro e calcio.
- Terreni a reazione neutra o alcalina, in cui dominano i fosfati di calcio.
- Terreni derivati da tufi, in cui possono prevalere i fosfati di alluminio e ferro.
La pianta di riso mostra una maggiore efficienza nell’assorbimento del fosforo quando questo avviene durante la fase vegetativa, in cui ha un maggiore fabbisogno di fosforo per lo sviluppo delle radici e l’accestimento. La pianta è in grado di ridistribuire il fosforo assorbito in queste prime fasi per quelle successive.
Potassio
Il potassio svolge un ruolo essenziale nella coltivazione del riso, anche se non è un costituente strutturale dei tessuti della pianta. Ha diverse funzioni chiave:
- Aumenta la taglia delle piante e favorisce l’accestimento, contribuendo allo sviluppo delle pannocchie di riso.
- Agisce come cofattore per oltre 60 enzimi coinvolti in vari processi metabolici.
- Interagisce con altri nutrienti, come l’azoto e il fosforo, per migliorare l’assorbimento e l’efficienza nutrizionale.
- Regola l’apertura degli stomi (i piccoli pori sulle foglie), influenzando lo scambio gassoso con l’atmosfera.
- Aumenta la resistenza delle piante alle malattie e all’allettamento (l’inclinazione delle piante a piegarsi a causa del peso dei chicchi maturi).
Nel terreno, il potassio è presente in diverse forme in equilibrio tra loro: solubile, scambiabile, non scambiabile e minerale. Questi equilibri sono influenzati da vari fattori, tra cui la natura dei colloidi del terreno, i cambiamenti di umidità, le temperature e la presenza di altri elementi come il calcio.
Le piante di riso assorbono quantità di potassio superiori rispetto a quelle di azoto e fosforo. Tuttavia, è importante notare che elevate concimazioni di potassio possono influire negativamente sull’assorbimento di magnesio (Mg) e calcio (Ca).
Tra i concimi potassici, il cloruro di potassio (KCl) e il solfato potassico (K2SO4) sono i due più utilizzati. Il cloruro di potassio è spesso preferito per motivi di costo ed è comunemente applicato poco prima della semina e in copertura, di solito all’inizio della fase di differenziazione della pannocchia, come parte dei piani di concimazione per la coltivazione del riso.
Calcio & Magnesio
Il riso ha esigenze più basse di Calcio (Ca) e Magnesio (Mg) rispetto alle altre colture, in particolare modo se dicotiledoni.
Le esigenze di questi due elementi tendono a decrescere nel corso della fase vegetativa e quindi stabilizzarsi intorno allo stadio di inizializzazione della pannocchia fino alla fine del ciclo.
Le concentrazioni di calcio nel culmo sono più alte rispetto a quelle di magnesio.
Malattie comuni del riso e come prevenirle
La risicoltura, pur affascinante, è minacciata da diverse patologie che possono causare perdite significative se non gestite correttamente.
- Piricularia del riso (Magnaporthe oryzae): È una delle malattie più devastanti, che colpisce foglie, fusto e pannocchia, causando lesioni necrotiche. Prevenzione: utilizzo di varietà resistenti, concimazione azotata equilibrata, trattamenti fungicidi.
- Elmintosporiosi (Bipolaris oryzae): Causa macchie sulle foglie e sui chicchi, riducendo la qualità del riso.
- Mal del piede (Gaeumannomyces graminis var. tritici): Malattia fungina che colpisce la base del fusto, indebolendo la pianta e causando allettamento. Prevenzione: rotazione colturale, gestione dei residui colturali.
- Batteriosi (Xanthomonas oryzae pv. oryzae): Causa lesioni acquose e strisce gialle sulle foglie. Prevenzione: varietà resistenti, gestione dei residui infetti.
Una strategia di prevenzione integrata, che include la scelta di varietà resistenti, una corretta gestione dell’acqua e della concimazione, e l’applicazione tempestiva di prodotti fitosanitari, è fondamentale per proteggere la risaia.
Consigli per l’irrigazione del riso
L’irrigazione del riso è il pilastro della sua coltivazione, distinguendola da quasi tutte le altre colture cerealicole. La sommersione costante della risaia offre molteplici benefici:
- Controllo delle infestanti: L’acqua limita la crescita di molte malerbe, che non tollerano l’anaerobiosi.
- Stabilità termica: L’acqua agisce come un termoregolatore, mitigando le escursioni termiche giorno-notte, cruciale per lo sviluppo del riso.
- Apporto nutritivo: Contribuisce a veicolare e distribuire i nutrienti.
La gestione del livello dell’acqua è dinamica:
- Semina/emergenza: Livello basso o assente se la semina è in asciutta, per favorire l’emergenza.
- Accestimento/crescita vegetativa: Livello costante, attorno ai 5-15 cm, a seconda della varietà e della fase.
- Fioritura/maturazione: Mantenimento del livello per supportare la fioritura e l’ingrossamento del chicco.
- Sgrondo (drenaggio): Necessario prima della raccolta per permettere la maturazione finale e l’ingresso dei mezzi meccanici.
Una gestione efficiente dell’acqua è cruciale non solo per la produttività ma anche per la sostenibilità ambientale..
Soluzioni ICL per la coltivazione del riso
| Epoca di intervento | Prodotto | Scopo | Dettagli |
|---|---|---|---|
| Pre-semina | Agromaster NPK 30-8-13 (≥60%CRN) | Apporto mirato di NPK con azoto a cessione controllata | Apporto completo di azoto, fosforo e potassio, con azoto a cessione pronta e a cessione controllata per garantire un apporto nutrizionale equilibrato e continuo. |
| Inizio formazione pannocchia | Agromaster NPK 30-8-13 (≥60%CRN) | Apporto mirato di NPK con azoto a cessione controllata | Supportare la crescita dei culmi e favorire la formazione dell’apparato fogliare e della differenziazione “spighetta”. |
| Formazione pannocchia | Agromaster N 40+S (≥20% CRN) | Miglioramento dei parametri qualitativi e tolleranza alle alte temperature | Apportare azoto e zolfo per migliorare il riempimento e la qualità della granella. Intervento opzionale, da valutare sulla base della varietà, del piano di nutrizione adottato e dello stato colturale. |
| In associazione al trattamento fungicida | Agroleaf Power High K oppure Agroleaf Liquid High K oppure BEOZ™ Adamite | Miglioramento proprietà qualitative | Migliorare la qualità della granella e il riempimento della pannocchia. Si consiglia l’impiego di BEOZ™ Adamite in caso di elevate temperature e stress termici. |
Per avere i dettagli sui dosaggi, modalità di applicazione e prodotti specifici, scarica il piano di concimazione del riso!
I prodotti ICL per il Riso
Pratiche per la sostenibilità nella coltivazione del riso
Per migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale della coltivazione del riso, esistono diverse pratiche efficaci da considerare. Queste pratiche mirano a preservare la qualità delle acque, promuovere la biodiversità, limitare le emissioni di gas serra e ottenere un riso a residuo zero.
Per quanto riguarda la gestione dell’acqua, è importante ritardare la circolazione dell’acqua per alcuni giorni dopo l’utilizzo di prodotti per la difesa. Questo rallenta la degradazione dei prodotti utilizzati e riduce il rischio di contaminazione delle reti idriche. Inoltre, il diserbo chimico dovrebbe essere affiancato da pratiche agronomiche come la pacciamatura verde, che aiuta a contenere le erbacce e migliora la salute del suolo. La sommersione invernale dei campi di riso può anche ridurre le erbacce e favorire la presenza di uccelli acquatici.
Nel controllo delle malattie, è cruciale adottare pratiche agronomiche appropriate, come la gestione dell’acqua e la scelta di varietà di riso resistenti alle malattie, per ridurre la necessità di trattamenti chimici.
Per mitigare le emissioni di gas serra, soprattutto metano e protossido di azoto, è possibile adottare diverse tecniche agronomiche. Ad esempio, una gestione idrica alternativa con periodi di aerazione può ridurrle significativamente. La rimozione e l’uso delle paglie di riso per produrre compost o biochar possono contribuire a preservare il carbonio nel suolo e ridurre le emissioni di gas serra.
Infine, tutte queste pratiche possono contribuire a ottenere un riso a residuo zero, con livelli minimi di residui di agrofarmaci, mantenendo alte rese produttive e limitando l’impatto ambientale.











