Guida alla coltivazione
del Mais
Il Mais è una pianta della famiglia delle graminacee che sfrutta la luce del sole in modo molto efficace e la resa per ettaro è la più alta tra tutte le colture cerealicole.
È tipicamente una pianta macroterma (richiede temperature elevate) e brevidiurna (sensibile alla durata del giorno).
Il mais non germina con temperature inferiori a 10°C. Si consiglia la semina quando la temperatura del terreno ha raggiunto i 12°C stabili.
Abbassamenti che raggiungono gli 0°C portano alla morte prematura della pianta. La temperatura ottimale per l’accrescimento è di 22-24°C (26°C per la fioritura).
Temperature oltre i 32-33°C causano stress idrici, cattiva allegagione e gravi fallanze di cariossidi sulla spiga.
Il mais si adatta a moltissimi tipi di suolo (a patto che non si verifichino deficienze di microelementi).
L’importante, per ottenere risultati ottimali, è garantire un’ampia disponibilità di nutritivi assimilabili e una buona aerazione della rizosfera.
Il pH ottimale per il mais è compreso tra 6.0 e 7.2. Cresce in modo ottimale anche in terreni calcarei (pH < 8.5) presenti nelle zone meridionali dell’Europa.
Piogge frequenti e regolari sono ideali.
Caratteristiche botaniche del Mais (Granturco)
Il mais (Zea mays L.), comunemente noto come granturco, è una graminacea annuale appartenente alla famiglia delle Poaceae. È una pianta monocotiledone caratterizzata da un fusto eretto, robusto e non ramificato (culmo), che può raggiungere altezze considerevoli (fino a 3-4 metri in base alla varietà).
Le foglie sono ampie e lanceolate, disposte alternativamente lungo il culmo.
La cariosside di mais è composta principalmente da embrione (12-14%), endosperma (75-80%), e involucri (8-10%). L’embrione è simile a quello del frumento ed è costituito dalla piumetta, radichetta, e scudetto.
L’endosperma è suddiviso in uno strato aleuronico esterno e un parenchima amidaceo, con una parte cornea ricca di sostanze azotate e una parte farinosa composta principalmente di amido. Gli involucri comprendono pericarpo e perisperma.
Il colore, la forma e il peso dei semi di mais possono variare notevolmente. La cariosside può essere di diversi colori (bruno, violetto, rosso, giallo, bianco) e forme (rotondeggiante, schiacciata, appuntita).
L’apparato radicale è fascicolato e profondo, capace di esplorare volumi significativi di terreno. La pianta di mais è monoica, ovvero porta fiori maschili e femminili sulla stessa pianta, ma separati:
- La pannocchia maschile (o “fiore maschile”) si trova all’apice del fusto ed è responsabile della produzione di polline.
- Le spighe femminili (che formeranno le pannocchie) si sviluppano all’ascella delle foglie, lungo il culmo. Ogni spiga è protetta da brattee (cartocci) e presenta stigmi filamentosi (seta) che fuoriescono per catturare il polline.
Questa struttura botanica influenza direttamente le tecniche di coltivazione del mais e le strategie di impollinazione.
Consigli generali per la coltivazione e cura del mais
Per la coltivazione del mais di successo, è fondamentale seguire alcuni principi agronomici chiave:
- Scelta della Varietà: Selezionare ibridi adatti alla zona climatica e all’uso finale (granella, trinciato, dolce, da seme).
- Preparazione del Terreno: Garantire un letto di semina fine e profondo.
- Semina Precisa: Rispettare epoca, profondità e densità ottimali.
- Nutrizione Equilibrata: Fornire i nutrienti essenziali al momento giusto.
- Gestione Idrica: Irrigare in modo efficiente, soprattutto nelle fasi critiche.
- Controllo Infestanti, Parassiti e Malattie: Implementare strategie preventive e curative.
- Rotazione Coltura: Alternare il mais con altre specie per preservare la fertilità del suolo e ridurre la pressione patogena.
Come coltivare il mais?
Il mais è una pianta dotata di un altissimo potenziale di produttività specialmente quando le condizioni in cui avviene la crescita sono caratterizzate da condizioni di coltivazione ottimali.
Le rese della coltura sono fortemente influenzate da tre fattori: acqua, densità colturale e concimazione. Questi sono fattori tra loro solidali.
L’acqua non deve mancare specie nel periodo critico. Relativamente alla densità quando la stessa è insufficiente non si avranno buone rese anche se le spighe saranno più grandi rispetto a quelle che si ottengono con una densità più elevata.
Tecniche di coltivazione del mais in Italia
Una corretta lavorazione del terreno è il punto di partenza per una coltivazione del mais efficiente. Si prediligono lavorazioni profonde (aratura o minima lavorazione) per favorire l’esplorazione radicale e il drenaggio.
Le rotazioni colturali sono fondamentali per il mais. Evitare il monocultura riduce l’accumulo di patogeni specifici, migliora la fertilità del suolo e l’efficienza nell’uso dei nutrienti. Alternare il mais con leguminose (soia, favino) apporta azoto al terreno, mentre l’alternanza con cereali autunno-vernini aiuta a interrompere i cicli di malattie e infestanti.
La concimazione del mais
Il livello delle concimazioni minerali dipende dalle asportazioni, dalle restituzioni organiche, dalla dotazione del terreno e dalla disponibilità in acqua.
Il mais essendo una coltura che svolge il suo ciclo nel periodo primaverile-estivo si avvantaggia della concimazione organica, in quanto la mineralizzazione della sostanza organica procede di pari passo con le esigenze nutritive del mais (diversamente dal frumento). La letamazione è stata perciò la concimazione più classica del mais in passato.
Al giorno d’oggi le aziende non zootecniche, che coltivano con successo il mais senza disporre di letame o liquami sono la norma; esse fanno affidamento solo a razionali concimazioni minerali e a eventuali concimi organici pellettati.
La concimazione azotata viene effettuata tutta al momento della semina con concimi azotati non direttamente dilavabili (Azoto ammoniacale e/o urea).
La fertilizzazione azotata in copertura sarebbe razionale farla con concimi a pronto effetto (nitrato ammonico o anche urea) poco prima della levata. Tuttavia è di esecuzione difficile in quanto va eseguita con accorgimenti particolari («sotto chioma») per evitare che i granuli di concime, cadendo entro l’imbuto formato dalle foglie del mais vi determinino ustioni. Inoltre è di esecuzione precaria poiché la rapidissima crescita in altezza del mais durante la levata potrebbe rendere impossibile l’entrata delle macchine spandiconcime nei campi.
L’irrigazione del mais
Il mais ha un coefficiente di evapotraspirazione basso: 250 kg di acqua per chilogrammo di sostanza secca prodotta.
In molti ambienti maidicoli, anche se la piovosità totale nel corso del ciclo può apparire sufficiente, in realtà non è ben distribuita e ciò impone interventi irrigui senza i quali non sarebbero possibili rese elevate e, soprattutto, costanti negli anni.
Una coltura che produce mediamente 12 ton/ha di granella ha una massa epigeica di circa 24 ton/ha di sostanza secca e pertanto ha necessità di una notevole quantità di acqua, stimabile di circa 6.000 m3 di acqua ed oltre, pari a 600 mm di pioggia.
L’irrigazione assicura rese alte e stabili, anche in condizioni di terreni non ottimali. Quelli leggeri o sabbiosi, grazie all’irrigazione e alla fertirrigazione appropriata, possono fornire rese vicine e spesso uguali a quelle dei suoli più fertili.
L’inizio dello stress idrico compare specialmente in prefioritura con manifestazioni di opacità delle foglie e loro arrotolamento o accartocciamento. Queste manifestazioni si possono notare prima nelle testate dei campi, intorno alle ore 13-14, e indicano che nel campo è ancora disponibile dell’acqua, ma che presto si andrà in carenza.
L’irrigazione del mais è generalmente eseguita col sistema per aspersione (o a pioggia). Negli ultimi anni ha avuto un certo sviluppo e successo la microirrigazione a goccia.
Coltivazione del mais da seme
La coltivazione mais da seme presenta caratteristiche specifiche, in quanto l’obiettivo non è la produzione di granella per alimentazione o mangimistica, bensì la produzione di sementi ibride di alta qualità genetica.
- Aree Specializzate: Spesso localizzata in zone con isolamento termico e climatico adeguato per evitare contaminazioni incrociate.
- Deselezione Manuale: È una pratica cruciale per rimuovere le piante non conformi o portatrici di difetti genetici, garantendo la purezza dell’ibrido.
- Controllo Accurato: Richiede un controllo fitosanitario e una gestione nutrizionale estremamente precisi per assicurare la massima vitalità e germinabilità del seme.
Coltivazione del mais biologico
La coltivazione mais biologico segue i principi dell’agricoltura biologica, escludendo l’uso di fertilizzanti di sintesi, pesticidi chimici e OGM.
- Fertilità del Suolo: Si basa su rotazioni colturali lunghe, l’uso di leguminose da sovescio, letame, compost e fertilizzanti organici certificati.
- Controllo Infestanti: Gestione meccanica (sarchiatura, scerbatura) e tecniche agronomiche preventive (falsi letti di semina).
- Varietà Resistenti: Selezione di ibridi adattati alle condizioni locali e con maggiore resistenza naturale a patogeni e stress.
Nutrienti essenziali per la pianta di granturco
Una nutrizione equilibrata è la spina dorsale di una coltivazione del mais di successo. I nutrienti essenziali influenzano ogni aspetto dello sviluppo della pianta, dalla crescita radicale alla formazione della pannocchia.
| N | P2O5 | K2O | Mg | SO3 | Ca | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Kg/ha | Kg/ha | Kg/ha | Kg/ha | Kg/ha | Kg/ha | |
| Apporto medio unitario in kg t -1 di granella secca + paglia | 20-33 | 11-14 | 28-37 | 5 | 4 | 7 |
Tabella 1. Assorbimento dei nutrienti dal mais cresciuto per la granella [Grzebisz, 2007]
Dinamica dell’assorbimento dei nutrienti del mais durante il suo ciclo di crescita
| Parametri chiave | N | P2O5 | K2O | MgO | CaO | SO3 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Resa | ++ | + | ++ | + | + | + |
| Numero di granelli nella pannocchia | + | + | ++ | + | + | + |
| Contenuto proteico | ++ | + | + | ++ | + | ++ |
| Crescita vegetativa | ++ | + | + | ++ | + | ++ |
Azoto (N)
L’Azoto è l’elemento più importante per la coltivazione del mais, poiché ha un impatto significativo sulla produzione di biomassa e sulla resa in granella. È un componente fondamentale di proteine, enzimi e clorofilla.
Sintomi di carenza di Azoto nel mais
La carenza di Azoto nel mais si manifesta con un ingiallimento (clorosi) delle foglie più vecchie, che inizia dalle punte e si estende lungo la nervatura centrale, formando una tipica “V” rovesciata. La crescita complessiva della pianta è stentata, e le pannocchie risultano piccole e mal formate.
Fosforo (P)
Il Fosforo è vitale per lo sviluppo radicale, la fioritura e la maturazione del seme. È coinvolto nei processi di trasferimento energetico all’interno della pianta.
Sintomi di carenza di Fosforo nel mais
La carenza di Fosforo si riconosce dal colore violaceo-rossastro che assumono le foglie, specialmente quelle più giovani e nei primi stadi di crescita, dovuto all’accumulo di antociani. La crescita radicale è compromessa e lo sviluppo della pianta rallentato.
Attenzione! La colorazione viola sembra una carenza di P, ma in realtà è una caratteristica varietale. La colorazione delle giovani piante, in alcune varietà, avviene in risposta alle basse temperature durante l’emergenza e l’attecchimento della pianta. In questo caso non vi è carenza di nutrienti, come dimostrerà la crescita nelle fasi successive.
Potassio (K)
Il Potassio è fondamentale per la regolazione idrica, la resistenza agli stress (siccità, malattie) e la qualità della granella (peso specifico).
Sintomi di carenza di Potassio nel mais
La carenza di Potassio si manifesta con un ingiallimento e successiva necrosi (bruciatura) dei margini delle foglie più vecchie. La pianta appare meno robusta e più suscettibile all’allettamento e alle malattie.
Magnesio (Mg)
Il Magnesio mais è un componente centrale della clorofilla e quindi essenziale per la fotosintesi.
Sintomi di carenza di Magnesio nel mais
Magnesio nel mais si manifesta con una clorosi internervale (ingiallimento tra le nervature) sulle foglie più vecchie, mentre le nervature rimangono verdi. Nelle carenze severe, possono comparire striature rossastre.
Altre carenze
Per ottenere rese elevate e di qualità, una concimazione del mais mirata ed efficiente è indispensabile. Un’adeguata strategia nutritiva non solo supporta la crescita vigorosa della pianta, ma contribuisce anche alla salute del suolo e alla sostenibilità ambientale.
Per saperne di più, consulta il nostro articolo sulla concimazione del mais.
Chiedi consiglio ad un esperto ICL
La gestione della concimazione del mais può essere complessa, ma con il supporto giusto, puoi trasformare le sfide in opportunità.
Se desideri massimizzare le rese della tua coltivazione, ottimizzare l’uso dei fertilizzanti e adottare le migliori strategie nutrizionali, non esitare a contattare un esperto ICL.
I nostri esperti sono a tua disposizione per offrirti consulenze personalizzate e guidarti nella scelta delle soluzioni più adatte alle tue esigenze.
Q&A
Ecco alcune domande frequenti che abbiamo ricevuto dagli agricoltori!
In caso di mais irrigato, la quantità di acqua è direttamente collegata all’evaporazione nell’atmosfera, che a sua volta è collegata all’umidità, alle temperature e al vento.
Inoltre, le esigenze idriche delle colture sono maggiori all’aumentare della biomassa. Consigliamo di rivolgersi al nostro team di esperti per strutturare un piano ottimale di irrigazione.
In ogni caso, l’apporto idrico deve avvenire gradualmente; in caso contrario, la coltura sarà sottoposta a stress.
Consiglio dell’esperto: le immagini satellitari sono uno strumento molto utile per controllare l’uniformità dell’irrigazione e per identificare i punti problematici!
La semina del mais viene effettuata quando la temperatura del terreno si stabilizza sopra i 10-12°C in profondità di semina. In Italia, questo avviene generalmente tra la metà di marzo e la fine di aprile, a seconda della zona climatica (Sud più precoce, Nord più tardivo). La tecnica prevede l’uso di seminatrici di precisione per garantire la corretta distanza e profondità (circa 3-5 cm).
Nella maggior parte degli ibridi moderni coltivati per la produzione di granella, la pianta di mais sviluppa idealmente una sola pannocchia produttiva per pianta. Alcuni ibridi (prolifici) possono sviluppare una seconda pannocchia più piccola, ma è la prima (apicale) a contribuire maggiormente alla resa finale. La densità d’impianto è gestita proprio per ottimizzare la resa della singola pannocchia principale.
Il mais è storicamente associato alla pratica della consociazione (“Tre Sorelle” delle popolazioni mesoamericane). Gli ortaggi o le colture più adatti da piantare vicino al mais sono:
- Fagioli o altri legumi rampicanti: Utilizzano il fusto del mais come sostegno e, essendo leguminose, fissano l’azoto atmosferico, beneficiando il mais.
- Zucche o meloni: Crescono a livello del suolo, agendo come pacciamatura naturale che riduce l’evaporazione dell’acqua e controlla le infestanti.
Sì, il mais è una coltura che ha bisogno di molta acqua (è esigente in termini idrici), in particolare nelle fasi riproduttive. Il fabbisogno idrico totale varia tra 400 e 800 mm durante il ciclo colturale. È fondamentale garantire un’adeguata irrigazione durante la fioritura (emissione del pennacchio e della seta) e l’ingrossamento della granella, poiché lo stress idrico in questi periodi riduce drasticamente la resa.
Il tempo totale di crescita, dalla semina alla maturazione fisiologica (raccolta della granella), varia a seconda dell’ibrido e della classe FAO (precocità):
- Ibridi precoci (FAO ≤400): circa 90 – 110 giorni.
- Ibridi medio-tardivi (FAO >400): circa 120 – 140 giorni.
Per assicurare una crescita ottimale del mais, è necessario:
- Preparare un letto di semina profondo e ben affinato.
- Garantire una concimazione di base con Fosforo e Potassio.
- Fornire l’Azoto in copertura, frazionato in base al fabbisogno della pianta.
- Mantenere il terreno umido attraverso l’irrigazione, evitando stress idrici, specialmente in estate.
- Eseguire un controllo tempestivo delle infestanti (meccanico o chimico).
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