Biostimolanti: innovazione in campo, tra forte espansione e normativa

Nel webinar organizzato in collaborazione con Edagricole, esperti del settore hanno analizzato crescita del mercato, evoluzione normativa e metodi per la sperimentazione dei biostimolanti, offrendo un quadro aggiornato per orientarsi tra innovazione e complessità del settore.

4 min
Sebastiano d'Amico
ICL Agronomy Lead Europe

    In questa pagina:

      Nel recente webinar, organizzato da Edagricole in collaborazione con ICL, esperti del settore hanno fornito una panoramica aggiornata sulle dinamiche del mercato, l’evoluzione del quadro normativo e i più recenti metodi di sperimentazione. L’obiettivo era orientare agronomi e tecnici in un settore caratterizzato da grande innovazione e, al contempo, notevole complessità.

       

      Il mercato in crescita e le nuove direzioni del settore

      Il comparto dei biostimolanti sta vivendo una fase di espansione rapidissima. In Europa, il suo valore supera il miliardo e mezzo di dollari, con tassi di crescita annuali prossimi al 9%.

      Questa accelerazione è alimentata sia dall’avanzamento della ricerca scientifica sia dalla crescente domanda di soluzioni che potenzino la resilienza colturale, l’efficienza nell’uso dei nutrienti e la sostenibilità generale.

      Tuttavia, il settore presenta sfide legate alla moltitudine di prodotti, alla trasparenza dei meccanismi d’azione e a un panorama legislativo ancora in fase di definizione.

      Il Professor Stefano Corsi, docente di economia agraria all’Università di Milano, ha introdotto il tema analizzando i fattori che sostengono la crescita europea: la necessità di pratiche più sostenibili, l’instabilità dei prezzi dei fertilizzanti minerali e la ricerca di prodotti in grado di mitigare gli effetti degli stress abiotici (come siccità o temperature estreme).

      Corsi ha evidenziato come il comparto, pur essendo giovane in termini di riconoscimento, abbia già raggiunto una notevole maturità nei volumi e una forte vitalità nella ricerca.

      È notevole il contributo scientifico italiano. L’analisi ha inoltre rilevato un cambio di percezione tra gli agricoltori, che impiegano i biostimolanti primariamente per migliorare la qualità e la tolleranza allo stress delle piante, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull’aumento delle rese.

      Le tendenze di ricerca, infatti, si orientano sempre più verso concetti come “efficienza nutrizionale” e “biodiversità del suolo”.

       

      L’evoluzione normativa: Italia ed Europa a confronto

      La seconda relazione, presentata da Mariano Alessio Vernì, vicepresidente Silc Fertilizzanti, ha messo in luce le difficoltà operative generate dalla convivenza tra la normativa nazionale (D.lgs. 75/2010) e il nuovo Regolamento europeo 2019/1009.

      Vernì ha sottolineato come la legislazione italiana elenchi soltanto dodici tipologie di biostimolanti, procedendo lentamente nell’aggiornamento rispetto alla rapidità dell’innovazione. Il Regolamento UE, al contrario, ha introdotto l’importante concetto di claim funzionale, distinguendo chiaramente tra biostimolanti microbici e non microbici e rendendo obbligatorie prove di efficacia standardizzate per l’ottenimento del marchio CE.

      Un nodo critico resta la mancanza di una definizione univoca di “biostimolante” a livello comunitario, che genera margini di interpretazione.

      Inoltre, l’Italia ha mostrato un ritardo nell’adeguare la propria normativa ai criteri europei, creando attriti per le aziende. Il relatore ha lanciato un monito:

      «È l’industria a doversi attenere alla norma, non la norma a rincorrere l’innovazione»

      enfatizzando la necessità di proporre al mercato prodotti la cui efficacia sia supportata da dati chiari e verificabili.

       

      La valutazione tecnica: i protocolli Landlab per l’efficacia

      L’intervento più tecnico è stato quello di Cristina Sudiro, direttrice scientifica del centro di saggio Landlab, che ha illustrato i moderni protocolli di testing. La valutazione dei biostimolanti richiede oggi un approccio integrato, che unisce l’analisi di laboratorio alle prove in campo, per poi tornare al laboratorio per la validazione finale.

      Sudiro ha spiegato che studiare questi prodotti complessi impone l’adozione di un mix di metodologie, tra cui misure fisiologiche, analisi radicali, metodi omici, imaging e monitoraggi ad alta risoluzione. L’obiettivo non è solo stabilire se un prodotto funziona, ma soprattutto capire come funziona.

      A titolo d’esempio, è stato illustrato il testing sul prodotto Actirise, che ha incluso misurazioni sui parametri del suolo, sull’attività enzimatica e sulla composizione microbica, consentendo di definirne il ruolo specifico nello sviluppo radicale e nel posizionamento ottimale in campo.

       

      L’Innovazione ICL: tecnologie e metaboliti selezionati

      A conclusione del webinar, Sebastiano D’Amico ha presentato la visione di ICL per lo sviluppo dei biostimolanti di ultima generazione. L’azienda sta concentrando gli investimenti sulla Metabolite Technology, una piattaforma avanzata che permette di isolare metaboliti benefici prodotti da microrganismi della rizosfera. Questi vengono poi integrati in formulazioni stabili.

      Il risultato è la creazione di prodotti ibridi che combinano sostanze bioattive, amminoacidi e acidi umici con una componente microbica specifica e mirata.

      D’Amico ha illustrato alcune soluzioni della linea BEOZ®:

      In particolare, Actirise utilizza lo Pseudomonas palmensis. Questa specie è nota per la sua capacità di produrre enzimi che contrastano lo stress da etilene nelle piante e stimolano la crescita radicale.

      Le prove in campo hanno dimostrato l’efficacia di questi formulati, specialmente nelle fasi vegetative precoci e in presenza di moderato stress idrico, confermando il grande potenziale dei prodotti “probiotici e prebiotici” nella gestione della resilienza colturale.

       

      La chiave è la conoscenza approfondita

      Il messaggio centrale del webinar è chiaro: i biostimolanti sono uno degli strumenti più promettenti per migliorare la sostenibilità e l’efficienza in agricoltura.

      Tuttavia, per sfruttarne appieno il potenziale in un mercato in forte e costante crescita, è imperativo che tecnici e agricoltori scelgano prodotti la cui validità sia accertata, rispettosa delle normative e basata su solide validazioni scientifiche in campo e in laboratorio.

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