Che cos’è la concimazione fogliare e come funziona?
La concimazione fogliare rappresenta un approccio agronomico evoluto e fondamentale per assicurare una nutrizione completa alle colture, agendo in modo sinergico con la concimazione radicale.
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La concimazione fogliare rappresenta un approccio agronomico evoluto e fondamentale per assicurare una nutrizione completa alle colture, agendo in modo sinergico con la concimazione radicale.
Questa tecnica, introdotta per la prima volta nel 1870 e oggi ampiamente modernizzata, consente di apportare sostanze nutritive direttamente attraverso le lamine fogliari. La nutrizione fogliare si dimostra particolarmente strategica quando l’apparato radicale della pianta è compromesso o quando la limitata fertilità del suolo ne impedisce l’assorbimento radicale efficiente.
Per raggiungere la massima efficacia da questo metodo moderno e sostenibile, è cruciale comprendere l’interazione complessa tra i nutrienti applicati, le condizioni ambientali e la fisiologia della pianta.
Le principali fonti di nutrienti per la nutrizione fogliare
Esistono tre categorie principali di nutrienti utilizzati nella nutrizione fogliare:
- Inorganici
- Complessi organici
- Chelati sintetici
Ogni fonte presenta caratteristiche uniche, come la solubilità, la dimensione molecolare, la carica elettrica e il punto di deliquescenza. Questi fattori influenzano direttamente l’assorbimento, la traslocazione e l’efficacia complessiva della nutrizione fogliare.
Solubilità e assorbimento: fattori chiave
La solubilità del nutriente è il fattore primario per l’assorbimento fogliare. Studi recenti hanno messo a confronto fonti altamente solubili, come il Solfato di Zinco (ZnSO₄), con composti a bassa solubilità come l’Ossido di Zinco in forma nanoparticolata.
È stato dimostrato che i nutrienti con elevata solubilità vengono assorbiti in modo significativamente più efficace. Per esempio, l’assorbimento fogliare dello zinco da fonti solubili può essere fino a 92 volte superiore rispetto a quello dello zinco in forma di ossido nanoparticolato. Questo dato sottolinea l’importanza di privilegiare la fonte adeguata per massimizzare i benefici nutrizionali.
La dimensione delle molecole è un altro fattore critico che influenza la velocità di assorbimento attraverso la superficie fogliare:
- I pori (o ectodesmi) possono assorbire particelle con diametro fino a 2,4 nm.
- Particelle con dimensioni fino a 43 nm possono attraversare gli stomi.
- È stato rilevato che molte particelle comunemente impiegate in agricoltura superano i 100 nm di dimensione media, rendendo il loro assorbimento fogliare improbabile o inefficace.
L’assorbimento fogliare dello zinco da fonti solubili può essere fino a 92 volte superiore a quello dello zinco in forma di ossido nanoparticolato.
L’influenza della carica elettrica e i vantaggi dei chelati
Le cuticole fogliari presentano una carica elettrica prevalentemente negativa. Questo condiziona il comportamento dei nutrienti durante l’assorbimento:
- I nutrienti non caricati o caricati positivamente attraversano la cuticola con maggiore facilità, favorendo il loro movimento nei tessuti vegetali.
- I nutrienti chelati offrono un vantaggio significativo, in quanto la loro configurazione chimica neutralizza la carica elettrica del metallo. Questo ne migliora notevolmente sia l’assorbimento (attraverso la cuticola) che la traslocazione verso i siti di utilizzo della pianta, ottimizzando l’efficienza nutrizionale complessiva.
Il punto di deliquescenza: un fattore chiave nell’assorbimento dei nutrienti
Il punto di deliquescenza rappresenta il livello di umidità relativa dell’aria in cui un sale si trasforma in soluto, diventando disponibile per l’assorbimento da parte delle foglie.
Quando l’umidità relativa dell’ambiente supera questo livello, i sali si dissolvono, permettendo ai nutrienti di essere assimilati. Questo parametro varia in base alla fonte nutritiva e può essere ottimizzato con l’uso di additivi specifici.
Ad esempio, l’impiego di tensioattivi con nutrienti chelati riduce significativamente il punto di deliquescenza. Questo consente un assorbimento più efficace anche in condizioni di bassa umidità relativa, garantendo una nutrizione fogliare ottimale in ambienti difficili.
Sicurezza e compatibilità nella nutrizione fogliare
La scelta del concime fogliare ideale non si limita alla capacità di assorbimento e trasporto dei nutrienti all’interno della pianta, ma comprende anche la compatibilità con altri prodotti utilizzati in agricoltura.
Ad esempio, la combinazione di nutrienti e pesticidi in un’unica miscela per il serbatoio dell’irroratore offre un vantaggio economico, riducendo i costi operativi grazie a un’unica applicazione. Tuttavia, è fondamentale valutare le possibili interazioni negative:
- Riduzione dell’efficacia: In alcuni casi, i nutrienti possono ridurre l’efficacia dei pesticidi, abbassandone l’efficacia dal 70% al 25%.
- Formazione di grumi: Alcune combinazioni possono causare la destabilizzazione della soluzione, con la formazione di grumi che possono intasare i filtri dell’irroratore. Questo compromette non solo il flusso del prodotto e l’efficienza della nutrizione fogliare, ma anche la durata e l’efficienza degli ugelli.
Come garantire la compatibilità?
Per evitare problemi di sicurezza e compatibilità, è importante:
- Effettuare test preliminari: Verificare la stabilità della miscela prima dell’applicazione su larga scala.
- Utilizzare prodotti di qualità certificata: Privilegiare nutrienti e pesticidi formulati per garantire una buona compatibilità.
- Seguire le istruzioni dei produttori: Assicurarsi di rispettare le dosi e le modalità di miscelazione indicate.
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