Il miglior fertilizzante per concimare il prato in primavera

Come, quando e con quale concime concimare il prato in primavera

4 Ottobre 2024
13 min

In questa pagina:

    Perché concimare il prato in primavera?

    Sembra quasi banale rispondere: in primavera si concima il prato per

    • mantenere l’erba sana
    • garantire una crescita robusta
    • preparare il prato agli stress della stagione di crescita

     Non è banale invece il processo che porta a scegliere

    • il momento giusto
    • la composizione dei nutrienti
    • le tecniche di applicazione

    per ottimizzare la salute delle piante e minimizzare l’impatto ambientale.

    Le strategie di fertilizzazione vanno adattate alle varie specie e cultivar presenti nel prato, ai climi del luogo e alle condizioni del suolo. L’uso del concime in primavera ubbidisce non solo a una necessità estetica, ma è anche una pratica scientificamente corretta che bilancia la fisiologia vegetale con i requisiti estetici e funzionali del prato residenziale.

    La primavera è ideale per l’applicazione di concimi a base di azoto, perchè questo è il macroelemento che supporta la sintesi proteica e lo sviluppo dei nuovi tessuti vegetali, attiva la fotosintesi e promuove un fogliame verde vivace. Tuttavia bisogna evitarne gli eccessi, che a inizio stagione possono portare crescita squilibrata, con un accento sullo sviluppo apicale a discapito di quello radicale che, più tardi nel corso dell’anno, renderà l’erba più suscettibile a stress come siccità, malattie e parassiti.

    La buona gestione del prato deriva da un piano degli interventi ben calendarizzato nell’anno dove la concimazione si integra con le altre pratiche culturali come lo sfalcio corretto (per evitare stress da scalping) e l’irrigazione, che dovrebbe essere profonda ma a bassa frequenza per incoraggiare lo sviluppo e l’approfondimento delle radici.

     

    Come si presentano i prati di microterme in primavera

    A inizio primavera, l’aspetto estetico dei prati in microterme è spesso molto carente: foglie gialle o imbrunite, aree secche o morte e contaminazioni di infestanti come Poa trivialis, Poa annua, Veronica o Stellaria. I rigori dell’inverno, tra cui temperature gelide, neve, ghiaccio e venti secchi, causano danni significativi al prato. Ne parliamo anche nell’articolo dedicato alla concimazione dopo l’inverno.  Fenomeni come l’idratazione del colletto possono addirittura uccidere l’erba, mentre il disseccamento invernale la deidrata perché il suolo ghiacciato impedisce l’assorbimento dell’acqua. La scarsa crescita dell’erba in inverno per la limitata circolazione vascolare all’interno della pianta, dovuta alle basse temperature, blocca l’auto-rigenerazione dei tessuti vegetali.

    La transizione dalla dormienza invernale alla crescita attiva in primavera contribuisce ad aumentare ulteriormente l’ingiallimento del prato perché in questo periodo l’erba destina le sostanze di riserva al  sistema radicale, utilizzando l’azoto principalmente per la crescita delle radici.

    I prati in microterme accettabili esteticamente a inizio primavera sono quelli concimati correttamente in autunno o rigenerati con specie microterme che resistono al freddo e hanno una crescita, seppur limitata, anche a basse temperature come i loietti.

     

    Come si presentano i prati di macroterme in primavera

    A inizio primavera, i prati di macroterme come gramigna (Cynodon dactylon o Bermudagrass), gramignone (Stenotaphrum secundatum), zoysia, kikuyo e paspalum sono ancora in dormienza.

    Anche se le piante sembrano completamente secche, il prato in realtà si sta svegliando e sta iniziando a crescere, ma ciò solo a livello radicale e nei  rizomi (fusti vegetativi sorterranei che crescono molto lentamente). Sul finire dell’inverno e a inizio primavera, quindi, in presenza di un prato in macroterme, è bene favorire la crescita dell’apparato radicale attraveso una concimazione potassico-magnesiaca; si lavorerà sulla parte epigea a partire a circa aprile, come spiegato fra alcuni paragrafi. Nel frattempo rimandiamo all’articolo sulla nutrizione di fine inverno del prato per il concime più adatto a fine febbraio- inizio marzo. La concimazione primaverile delle macroterme serve anche a favorire la chiusura delle macchie provocate in autunno dalla malattia fungina detta Spring Dead Spot (Ophiosphaerella) .

     

    Come si presentano i prati di macroterme traseminati in primavera

    Una tecnica per mantenere il colore verde durante la dormienza dei prati in Cynodon dactylon (bermudagrass o gramigna) è la trasemina autunnale con loietti.

    Questi prati escono dalla stagione fredda anche meglio dei prati di microterme, coprendo tutta la superficie erbosa con un manto denso e compatto di un brillante colore verde naturale perchè il loietto è una delle specie più precoci in primavera.

    Quando le temperature iniziano a salire in primavera, i loietti cominciano a cedere spazio alla gramigna. In questa fase, le due specie crescono contemporaneamente e competono per luce, acqua e nutrienti, causando una perdita di uniformità e di qualità estetica del tappeto erboso, poiché i loro aspetti visivi sono molto diversi. Per passare nel minor tempo possibile dal 100% di copertura loietto al 100% di copertura con bermudagrass, serve accelerare la transizione. Una pratica è spostare la concimazione azotata a fine aprile per favorire  l’assorbimento della a gramigna a discapito del loietto. Se però a inizio primavera si volesse avere un bel colore sul prato di loietto, si può applicare un fogliare rinverdente come   Vitalnova Stressbuster.

     

    Quando concimare il prato in primavera

    Quando concimare il prato di microterme  in primavera

    Il momento giusto dipende dalle condizioni climatiche del luogo dove si trova il prato. Generalmente si può iniziare a concimare quando le temperature salgono e le essenze entrano in fase di sviluppo radicale attivo.

    • Al nord Italia di solito si concima a partire dalla metà di marzo, con temperature del suolo di almeno 13°C che permettono di ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti sia all’erba che ai microrganismi del terreno.
    • Nei climi più caldi del centro-sud Italia, il concime può essere applicato prima, diciamo tra fine febbraio e metà marzo, facendo però attenzione che vi siamo sempre segni visibili di crescita dell’erba.

    Dopo la prima concimazione primaverile, che serve a reintegrare le riserve di nutrienti esaurite e preparare la crescita vigorosa, la seconda applicazione di concime va fatta dopo 6-8 settimane, solitamente a metà-fine primavera.
    Suggeriamo di mantenere intervalli costanti tra le applicazioni così da nutrire il prato in modo continuo e regolare.

    Da notare: i prati a foglie fini o “all’inglese”, cioè quelli composti da poa, festuca rossa e loietto, si risvegliano prima rispetto a quelli “soleggiati” caratterizzati da maggioranza di festuca arundinacea e crescono più rapidamente con l’aumento delle temperature. Raccomandiamo quindi di eseguire la prima concimazione primaverile 7-10 giorni prima.

     

    Quando concimare il prato di specie macroterme in primavera

    L’uscita completa dalla stasi invernale delle macroterme avviene solo con temperature del suolo costantemente superiori ai 18°C. Quando si giunge a questa temperatura, l’erba è già naturalmente rinverdita al 50-70% e ha bisogno del supporto del concime. Esistono leggere differenze nella scelta del  momento ottimale per la concimazione tra le varie specie di macroterme. Tuttavia, per tutte loro è importante concimare solo quando si è sicuri che non vi siano rischi di gelate notturne tardive, che potrebbero bruciare i giovani germogli d’erba emersi, ritardando il rinverdimento del prato.

    In generale

    • al nord d’Italia verso metà aprile
    • al centro e sud Italia da fine marzo

    Quando concimare il prato di specie macroterme traseminate in primavera

    Per i prati di gramigna traseminati con loietti, il timing della concimazione diventa ancora più delicato perchè se si concima troppo presto rispetto alla ripresa della Cynodon dactylon, si favorisce il Lolium perenne prolungando la dominanza della specie microterma e ritardando la sua ripresa.

    Questo ritardo, come conseguenza, potrebbe indebolire la bermuda/gramigna e limitarne il vigore nel periodo estivo.

    La regola della prima concimazione primaverile dei prati in specie macroterme traseminate in microterme prevede che il concime vada applicato quando almeno l’80% della macroterma mostra una crescita vigorosa.

    • In nord Italia ciò avviene tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.
    • In centro e sud Italia ci si assesta su una quindicina di giorni prima

    Questo “ritardo” rispetto ai prati di macroterme non traseminati è dovuto alla necessità di non favorire il Lolium perenne. Ricordiamo che questa specie microterma a maggio inizia a subire gli stress dovuti a caldo, siccità e tagli bassi, tendendo a scomparire gradualmente.

    Lo sfalcio e l’irrigazione vanno quindi modificati alcune settimane prima della concimazione: si abbassa l’altezza di taglio e si riduce l’irrigazione. In questo modo si sottopone il loietto a stress e si incoraggia la gramigna, che andrà a dominare nella cenosi man mano che le temperature salgono.

     

    Come concimare il prato in primavera

    Come in ogni altra stagione, anche in primavera per decidere il concime giusto e determinarne il dosaggio, serve considerare la tipologia del terreno (sabbioso, limoso, argilloso) e la sua dotazione di nutrienti. Un’analisi del terreno a inizio stagione è uno strumento di grande aiuto per i giardinieri: dà informazioni utili sulla sua fertilità, evitando così spese inutili per concimazioni sbagliate o addirittura dannose per il prato.

    Con l’analisi chimica si individuare le anomalie del suolo, come ad esempio eccessi di salinità, pH troppo acidi o troppo alcalini, e le eventuali carenze di nutrienti. L’analisi fisica del terreno aiuta a determinare se il suolo è sufficientemente drenante e quanta sabbia aggiungere durante l’arieggiamento. Ciò previene molti problemi legati ai ristagni idrici e all’eccessiva compattazione, come ad esempio la comparsa del Pythium.

     

    Quale concime usare in primavera per la concimazione del prato di microterme

    Gli obiettivi della concimazione primaverile di un prato di microterme sono:

    • stimolare la crescita vegetativa vigorosa sia apicale che radicale
    • migliorare il colore di fusti e foglie
    • favorire la produzione di nuovi tessuti tramite la sintesi proteica.

    Il concime ideale in primavera è un NPK granulare ricco di azoto, contenente anche fosforo, potassio e magnesio. ICL propone LandscaperPro Maintenance 21-6-8+2MgO o ProTurf High N 21-5-6+7CaO+2,5MgO. La granulometria micro (0,8-2 mm) massimizza l’uniformità di distribuzione e, di conseguenza, la qualità del risultato finale. Lo specifico rapporto NPK di entrambi è studiato per:

    • l’alto titolo di azoto per la produzione di nuovi tessuti
    • il fosforo favorisce lo sviluppo radicale
    • il potassio rafforza la struttura cellulare e la tolleranza allo stress
    • il magnesio migliora la fotosintesi e la colorazione fogliare.

    Nota importante

    I concimi a cessione controllata per la ripartenza primaverile

    Per avviare la crescita delle microterme a primavera è importante scegliere concimi con azoto a cessione controllata con durata minima di 10-12 settimane, abbinato a una piccola quota a pronto effetto. Questo evita crescite eccessive e stress dovuti a tagli frequenti. I concimi agricoli a pronto effetto, invece, possono causare bruciature al prato e richiedere applicazioni più frequenti, aumentando tempo di manutenzione e costi di gestione.

     

    Guarda questo video sulla concimazione primaverile del prato dove sono illustrate le caratteristiche di LandscaperPro Maintenance e della cessione controllata e i vantaggi agronomici, economici, ambientali.

    Quale concime usare in primavera per la concimazione del prato di macroterme

    Anche nel caso di macroterme la scelta del concime per la prima concimazione primaverile dovrebbe basarsi sull’analisi del terreno. In generale si opta per un ternario NPK ad alto titolo di azoto dove però la quantità di azoto non deve superare le 40 unità. Nelle concimazioni successive l’apporto di azoto nei prati di gramigna (Cynodon dactylon, Bermudagrass) andrà aumentato, fino a raggiungere le 60-70 unità di N per applicazione.
    È molto importante tener conto dei fabbisogni  annui di azoto di ciascuna specie di macroterme: la Cynodon/bermuda è la più esigente, seguita da Kikuyo, Stenotaphrum secundatum, Paspalum vaginatum e Zoysia japonica.

    Anche per le macroterme i migliori concimi sono quelli con azoto a cessione controllata, in particolare i microgranulari.

    LandscaperPro Maintenance 21-6-8+2MgO o ProTurf High N 21-5-6+7CaO+2,5MgO garantiscono, a dosaggi ridotti, un effetto duraturo, crescita bilanciata e ottimi risultati estetici, senza picchi né rischi di bruciature. Dopo la prima concimazione, ripetere ogni 40 giorni aumentando la dose del 25% per metro quadro e proseguire fino a metà-fine agosto.

     

    Quando è sconsigliabile la concimazione primaverile del prato

    Se dall’analisi risulta che i prati sono già ben dotati di elementi nutritivi, vanno evitati ulteriori apporti, sia per risparmiare prodotto sia per evitare una crescita eccessiva dell’erba che porterebbe ad aumentare la frequenza di taglio e/o a generare problemi tipo lo scalping o un rischio maggiore di malattie e infestanti.

    La seconda concimazione azotata primaverile, quella di fine aprile-maggio, è sconsigliata quando il prato si trova già in stress a causa del caldo precoce e della siccità. I concimi azotati, soprattutto quelli a pronto effetto, possono aumentare lo stress traspirativo e stimolare una crescita eccessiva di fusti e foglie, rendendo il prato più suscettibile a malattie come Pythium e Rhizoctonia. Se ci si trova in queste situazioni, è meglio ridurre le dosi o addirittura sospendere la concimazione, sostituendola con applicazioni fogliari di concimi liquidi che contengono, oltre ai nutrienti, alghe e biostimolanti antistress come ad esempio Vitalnova Stressbuster e Vitalnova SMX. Questi interventi migliorano istantaneamente la qualità e il colore dell’erba senza favorire gli stress.

     

    Concimazione primaverile del prato: malattie e malerbe infestanti

    La concimazione primaverile e le malattie del prato

    La concimazione primaverile aiuta a prevenire e controllare alcune malattie primaverili del tappeto erboso, sia di microterme che di macroterme.

    • Nei prati di microterme, contribuisce a prevenire il Filo rosso/Laetisaria fuciformis e la Sclerotinia/Dollar Spot. Soprattutto, evita la comparsa della Ruggine/Puccinia, malattia primaverile particolarmente aggressiva sui prati con molta Poa tagliati con il robot. Le pustole giallo-arancio della Ruggine/Puccinia, spesso appaiono sulle foglie quando l’azoto è basso e il tappeto erboso è stressato. Con un’adeguata concimazione azotata primaverile si ha la cosiddetta “fuga dalla malattia“, ossia la produzione di nuove foglie che non vengono attaccate dal fungo. Attenzione però a non esagerare con le dosi: una nutrizione eccessiva può aumentare la suscettibilità a Pythium e Rhizoctonia
    • Nelle graminacee macroterme, malattie come il Spring Dead Spot diventano visibili quando il tappeto erboso esce dalla dormienza invernale. Sebbene l’infezione fungina si sviluppi nell’autunno precedente, un prato ben concimato in primavera con radici e germogli forti e vigorosi si riprende più velocemente. Nutrienti bilanciati, in particolare azoto e potassio, migliorano il vigore del tappeto erboso e riducono lo stress, mitigando la gravità dell’infezione.

    La concimazione primaverile e le malerbe infestanti del prato

    Una corretta concimazione primaverile può aiutare a controllare alcune infestanti, mentre un eccesso di concime azotato, soprattutto se a pronto effetto, può stressare il prato, diradandolo e favorendo così la diffusione delle infestanti.

    La prima concimazione, applicata quando l’erba inizia a crescere, stimola la produzione di nuovi rizomi, stoloni e culmi di accestimento laterali, che rendono il prato più denso, fitto e chiuso, quindi più competitivo contro i germinelli delle infestanti annuali quali pabio, eleusine e setaria. L’applicazione di erbicidi di pre-emergenza consente poi di controllare completamente le infestanti sopravvissute.

    La concimazione azotata primaverile, inoltre, favorisce il tappeto erboso contro le infestazioni di  trifoglio. Quest’ultimo, essendo una leguminosa, produce il proprio azoto e quindi risulta molto competitivo nei prati poveri di N. Con la concimazione si annulla tale vantaggio mentre  si favorisce una crescita densa dell’erba che soffoca il trifoglio ombreggiandolo. Inoltre, alti livelli di azoto inibiscono lo sviluppo dei batteri azotofissatori sulle radici del trifoglio, riducendone la sua capacità di produrre azoto autonomamente.

     

    Conclusioni

    La massima efficacia nutritiva si ha con un approccio SMART alla gestione del prato: usa prodotti Semplici nell’uso seguendo un Metodo preciso, soluzioni all’Avanguardia che garantiscono Risultati grazie alle Tecnologie. Con la gamma di concimi LandscaperPro ICL promuove la Turf Efficiency: ottenere Più con Meno.
    Scopri di più anche guardando i Video Turf Tips.

    La concimazione corretta del tappeto erboso consiste in una serie di pratiche da pianificare nell’arco dell’anno. Ogni stagione ha il suo motivo per concimare o non concimare una data specie d’erba. In questo  sito trovi una interessante e utile libreria di articoli dedicata alla concimazione professionale del prato.

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